Le regole d'oro da tenere a mente per avere una casa pulita e ridurre la proliferazione batterica

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di Angelica Vianello

05 Aprile 2021

Le regole d'oro da tenere a mente per avere una casa pulita e ridurre la proliferazione batterica
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Durante ogni momento della nostra vita siamo a contatto diretto o potenziale con una miriade di batteri, virus e funghi che popolano qualsiasi superficie, comprese quelle delle nostre case.

Il nostro organismo è strutturato per poter convivere con molti di essi, ma solo fintantoché si garantisce la corretta igiene delle nostre abitazioni. Se l’ambiente in cui viviamo infatti comincia a riempirsi di sporcizia e viene trascurato a lungo, allora diventa il terreno fertile per la proliferazione di tutta una diversa gamma di germi che le nostre difese immunitarie non sono sufficienti a respingere, e così ci esponiamo a danni per la salute.

Un esempio tra i più comuni è l’eccessiva umidità che fa insorgere muffa e funghi, e questi sono diretti responsabili di problemi di salute che si manifestano con sintomi respiratori, asma e danni funzionali respiratori. Ma in realtà sono tantissimi gli oggetti e le superfici che tocchiamo spesso, magari dopo essere stati a contatto con ancora più batteri all’esterno di casa, e che quindi, se non vengono puliti spesso e igienizzati il più possibile, possono causare tanti diversi disturbi di salute.

Daniel Foster / Flickr

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Le mani

Poiché le mani sono più di frequente il veicolo per portare germi in casa, la prima misura da ricordare è quella di lavarsi le mani regolarmente: è fondamentale farlo ogni volta che ci apprestiamo a mangiare così come quando stiamo per maneggiare cibo e subito dopo averlo toccato. Ancora, è bisogna attuare questa misura di igiene dopo aver toccato i nostri animali domestici, dopo aver usato servizi igienici o fatto le pulizie in casa, soprattutto in bagno e in cucina.

Per essere sicuri di aver eliminato germi e batteri, bisogna strofinare le mani con acqua e sapone, in modo da lavare anche il dorso e tra le dita, per 20-60 secondi. Un lavaggio più superficiale e rapido non rimuove molti agenti patogeni.

In alternativa, possiamo usare i detergenti antisettici e antimcrobici a base di alcol. Questi si trovano facilmente in tanti negozi diversi, ma possono essere anche preparati in casa. Il metodo indicato dall’OMS, infatti, indica di usare 830 ml di alcol etilico al 96%, 42 ml di acqua ossigenata al 3% e 15 ml di glicerolo al 98% (la glicerina si trova anche in farmacia o molte erboristerie). Questi ingredienti vanno mescolati in una bottiglia da un litro, che va riempita fino al massimo della capienza con acqua sterile.

Aerare gli ambienti

La luce naturale e il ricambio d’aria sono due dei nostri alleati migliori per l’igiene in casa, in quanto fondamentali per contrastare l’umidità e la formazione di muffe. Questo significa che ogni giorno ogni ambiente deve essere areato aprendo le finestre e favorendo il ricircolo d’aria per almeno una mezz'ora, anche in inverno. Così facendo, si diminuisce l’accumulo di agenti patogeni che possono risultare dannosi per la salute, e si abbassa anche notevolmente la possibilità di contagio per i più deboli.

Aprire le finestre e le porte, però, non è tutto ciò di cui bisogna preoccuparsi: periodicamente, infatti, bisogna dedicarsi alla pulizia delle ventole di areazione collegate al sistema di riscaldamento, i ventilatori, umidificatori così come pulire i condizionatori stessi (con particolare attenzione per i loro filtri) prima e dopo la stagione fredda. Tutti questi, infatti, se rimangono sporchi a lungo, finiscono per diffondere nell’ambiente non solo la polvere ma anche tutti i germi e batteri che hanno proliferato sulla sporcizia.

Ricordatevi anche di garantire ricircolo d’aria ancora più spesso in bagno e nella stanza dove stendiamo i panni ad asciugare.

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Bagno e cucina

Bagno e cucina sono i due ambienti dove più facilmente possono proliferare germi e batteri, il che significa che bisogna pulire e igienizzare tante delle loro superfici e gli oggetti contenuti e usati al loro interno con più attenzione e frequenza.

In cucina bisogna sgrassare, lavare e asciugare perfettamente tutti i ripiani di lavoro con attenzione, avendo cura dei diversi materiali, ma anche lavandino, fornelli o piano cottura, l’interno dei forni e anche del frigorifero.

L’importante è concludere la pulizia con un detergente disinfettante o igienizzante, spesso a base di alcol o altre sostanze in grado di sanificare superfici da microorganismi infetti. Quindi informatevi sui materiali di cui sono fatti mobili, pavimenti, sanitari, rivestimenti delle pareti o elettrodomestici vari, in modo da trovare la soluzione capace di disinfettare senza rovinarne la finitura.

Un prodotto molto efficace nella rimozione di germi e batteri è la candeggina (ipoclorito di sodio), che si può usare su molti tipi di pavimenti diversi, e in casa non dovrebbero mai mancare nemmeno alcool, acqua ossigenata, lisoformio e ammoniaca. Ricordate sempre che non bisogna mescolare sostanze senza avere la certezza di poterlo fare senza rischi per la salute, e in ogni caso nel fare le pulizie bisogna sempre indossare guanti e tenere finestre aperte per aerare la stanza.

Predisponete anche spugne e panni in microfibra per ogni ambiente, e mocio e secchio almeno per gruppi di stanze (quelli per i bagni, quelli per la cucina e quelli per le altre stanze, per esempio). Tutti questi, poi, dovrebbero essere lavati con candeggina periodicamente e sostituiti circa ogni 3 mesi. Quanto in particolare alle spugnette per lavare i piatti, dovrebbero essere lavate dopo ogni utilizzo, e occasionalmente lasciate in ammollo con acqua ossigenata, oppure alcol e bicarbonato per tutta la notte. Quando però cominciano ad annerirsi o disfarsi, è il momento di buttarle.

In cucina poi, vengono usati oggetti in legno come taglieri e mestoli che entrano a contatto con tante preparazioni diverse e spesso lavati superficialmente solo con un po’ di acqua e sapone. Usate invece aceto, limone e bicarbonato sui taglieri, e per controllare lo stato dei vostri mestoli, lasciateli immersi in un bicchiere di acqua bollente per 15-20 minuti: vedrete quanto sporco grasso rimane in sospensione.

Nel bagno, poi, non lasciate appesi - se possibile - gli asciugamani e accappatoi troppo vicino alla doccia o alla vasca, dove si impregnerebbero di umidità. Questi, infatti, andrebbero usati solo da asciutti e comunque cambiati dopo due o tre giorni. Gli spazzolini, invece, dovrebbero essere conservati in modo da avere le setole coperte, separati da quelli usati da altre persone, e il manico dovrebbe rimanere asciutto (non, quindi tenuto a scolare in un bicchiere dopo l’uso), e ogni 3 mesi vanno sostituiti con altri nuovi (quelli vecchi, igienizzati con candeggina, possono poi servire per tante pulizie in casa).

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Indumenti e biancheria di casa

Oltre a non mescolare i propri indumenti, soprattutto quelli intimi, con quelli degli altri membri della casa (così come gli asciugamani), e lavarli ogni volta che ci sudiamo o che rimangono bagnati o inumiditi, è sempre bene ricordarsi di lavare i vari capi con l’aggiunta di agenti igienizzanti quando non possiamo usare temperature alte senza rovinare i tessuti. Per quelli invece usati a lavoro o in palestra è sempre meglio utilizzare detersivi efficaci e temperature possibilmente medio alte. Le lenzuola, poi, sono da cambiare ogni settimana e lavati a temperature alte.

Anche la lavatrice deve essere mantenuta in buone condizioni: ogni qualche mese al massimo pulite i filtri, lavate cestello e vaschetta dei detersivi, oltre che le guarnizioni dello sportello con cadenza mensile per rimuovere la muffa e igienizzare l’elettrodomestico. Dopo ogni lavaggio, tenete lo sportello aperto, in modo da evitare non solo cattivi odori, ma anche eventuale formazione di muffa in futuro.

Così anche tutto ciò che laviamo sarà più pulito e igienizzato, e andrà sempre steso appena finisce il ciclo di lavaggio. Prima di riporre o utilizzare indumenti e biancheria per la casa, assicuratevi che siano sempre perfettamente asciutti.

Le scarpe in casa

Quanto più si diventa consapevoli dell’enorme quantità di germi che portiamo in casa con le scarpe che sono state a contatto con pavimenti e strade all’esterno, tanto più si comprende l’importanza di un costume da sempre associato alle culture orientali: quello di lasciare le scarpe con cui si esce all’ingresso di casa, per circolare nell’abitazione solo con ciabatte, da tener pronte anche per gli ospiti.

È una precauzione cui è un po’ difficile abituarsi inizialmente, ma una volta superato lo scoglio iniziale diventa davvero un’abitudine automatica che ci aiuta anche moltissimo a tenere pulito il pavimento.

Vale la pena qualche sforzo in più per prenderci cura della nostra salute anche in casa, non trovate?

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