Come coltivare in casa gustosi pomodori ed avere sempre la tua scorta personale - Creativo.media
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Come coltivare in casa gustosi pomodori…
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Come coltivare in casa gustosi pomodori ed avere sempre la tua scorta personale

08 Aprile 2021 • di Marco Renzi
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I pomodori sono tra gli ortaggi più amati, che davvero non possono mancare in qualsiasi orto, nemmeno in quelli ricavati su balconi e terrazzi. Questa pianta infatti si presta anche alla coltivazione in vaso, e con le dovute accortezze produce tanti frutti deliziosi durante l’estate.

Sono piante originarie del Perù, coltivate da Maya e Aztechi e poi giunte in Europa e da lì diffuse in tanti parti del mondo. Al giorno d’oggi, quindi, esistono infinite varietà di pomodori, ognuno con forme, colori e soprattutto gusti diversi, da impiegare in una miriade di ricette differenti. È molto probabile, quindi, che ciascuno di noi abbia una varietà preferita: perché allora non provare a coltivarla in casa? Di seguito vi riportiamo una serie di indicazioni utili per coltivare con successo le vostre piante di pomodoro.

Terreno

I pomodori hanno bisogno di un terreno leggermente acido (pH=6) ma soprattutto sciolto e ben drenante, in quanto i ristagni di acqua sono assolutamente deleteri per la pianta e possono facilmente causare malattie dalle quali poi è difficile che si riprenda. Il substrato poi deve essere ricco di sostanze nutrienti e organiche: per crescere grandi e gustosi, i pomodori “mangiano” molto.

Per questo, è fondamentale preparare per bene il terreno anche prima iniziare a coltivare. Lavorate a fondo la terra di tutto l’appezzamento (o vaso) in cui andremo a piantare i giovani pomodori: arieggiatela zappando energicamente e aggiungete nutrienti e sostanze organiche. Va bene per esempio il letame maturo (ne servono 2,5 kg per metro quadrato), oppure il compost.

Esposizione e clima

Se l’angolo di giardino o del balcone da dedicare all’orto non sono battuti dal sole, meglio evitare la coltivazione dei pomodori: sebbene resistano abbastanza al freddo (ma non alle gelate) e quindi possono riuscire piuttosto bene in una gamma piuttosto ampia di latitudini e altitudini, hanno bisogno di essere esposti direttamente ai raggi del sole per diverse ore al giorno.

Per germogliare, avranno bisogno di almeno 15/20 gradi, e non riusciranno a sopportare picchi di freddo che scendono sotto ai 5 gradi: a quella temperatura interrompono la crescita, e se il freddo si prolunga c’è il rischio di perdere la pianta.

Messa a dimora

Per chi coltiva in vaso, si possono spostare nel vaso le piante che abbiano prodotto un apparato radicale già abbastanza sviluppato, mentre per passarle in pieno terreno si aspetta in genere il momento di prefioritura, quando la pianta è alta circa 30 cm. L’importante è che, al momento del trapianto, le temperature minime siano di almeno 10 gradi, meglio se qualcuno in più. I fiori possono allegare solamente se le temperature sono superiori a 13 gradi, altrimenti li vedrete cadere, il che si tradurrà nella mancanza di frutti.

Se piantate quando i fiori stanno per sbocciare, potrete posizionarli in modo da indirizzare le infiorescenze verso l’esterno dei filari, così da esporli meglio al sole e poterli raccogliere più facilmente. In genere, si consiglia di lasciare minimo 50 cm e massimo un metro tra e buche, così potrete passare tra le piante, raccogliere, potare e innaffiare agevolmente. Nelle zone molto calde, però, si può ridurre la distanza anche a un range compreso tra 25-50 cm, così che una volta adulte le piante si faranno ombra a vicenda nelle ore più calde.

Quindi, guardate bene le dimensioni del panetto di terra nel vaso che contiene la vostra pianta di pomodoro e scavate una buca appena più profonda. Se volete, versate un po’ di concime sul fondo della buca.
A questo punto, rimuovete le prime foglie più vicine al colletto, quelle più in basso, così’ eviterete di interrarle e rischiare che marcendo compromettano il vostro lavoro. Estraete la pianta con cautela dal vaso o contenitore: se sono contenitori di plastica morbida, fate pressione con una mano dal fondo, delicatamente, mentre con l’altra mano stretta gentilmente attorno al colletto tirate via la pianta. Se la pianta invece è un po’ più grande, in vaso, allora mettete una mano appoggiata sul terreno, con il fuso che tocchi l’incavo tra pollice e indice, capovolgete il vaso sempre tenendo la pianta e tirate via il contenitore. Dovete cercare sempre di estrarre la pianta con tutto il panetto di terra attorno alle radici.

Mettete la pianta nella buca, sotterrando anche parte del fusto liberato dalle foglie, poi coprite tutto col terriccio, compattandolo attorno alla base e bagnate con un po’ d’acqua per favorire il compattamento e dare subito nutrimento alla pianta stessa.

I sostegni

Di sicuro avrete visto che i pomodori negli orti crescono su sostegni: sono piante che infatti producono lunghi rami flessibili, che tendono ad appoggiarsi a terra e rischiano di spezzarsi sotto al peso dei frutti. Esistono molti tipi di strutture per farli crescere, anche già pronti, ma se non ne trovate potete tranquillamente usare canne o bastoni: in rete troverete tante tecniche per piantarli e legarli tra loro, creando come delle capanne indiane alte e strette ma anche tanti altri tipi di impalcature. Ognuno ha una tecnica preferita, ma l’importante è distanziare abbastanza ogni palo così che la pianta, crescendo e infoltendosi, sia sempre esposta tutta al sole.

L’altezza dei pali (o delle gabbie) deve essere di circa 120 cm, e vanno conficcati in profondità nel terreno (a 30-60 cm) accanto al fusto di ogni pianta. Ogni quattro o cinque giorni ricordatevi di controllare le piante in fase di crescita: dovrete man mano legare i fusti ai pali (senza stringere troppo), altrimenti si irrigidiranno crescendo in direzioni che non potrete più correggere.

Ricordatevi, inoltre, che periodicamente va effettuata la potatura (detta anche “sfemminellatura”). Questa consiste nell’eliminare manualmente i germogli che si sviluppano nell’“ascella” delle foglie, cioè nel punto di giuntura tra il fusto e i rami laterali (vedi di seguito).

Potatura

Un procedimento importante è quello della rimozione dei cosiddetti “germogli ascellari”, che potreste aver sentito chiamare comunemente “cacchi” o “femminelle”. Crescono all’ascella delle foglie, e vanno eliminati subito, anche con le unghie, così da evitare che la pianta sprechi energie nella loro crescita. Se volete, li potete lasciare a terra, dove finiranno per arricchire il terreno. Spesso, poi, dalla base della pianta spuntano altri tralci, detti succhioni: anche questi devono essere eliminati oppure, come per i germogli ascellari più grandi, potete ripiantarli in vaso, trattandoli come una qualunque talea e da questi potreste avere pomodori tardivi.

A settembre poi si effettua la cimatura, ovvero il taglio del germoglio apicale centrale, in modo che la pianta non cresca ancora in altezza ma fortifichi le altre parti.

Irrigazione

L’irrigazione delle piante dipende moltissimo dal terreno e le temperature della zona. Bisogna di certo sciogliere bene il concime dopo averlo somministrato in modo che arrivi alle radici, e poiché queste piante sono esposte al sole ma temono comunque l’aridità eccessiva, non bisogna lasciarle asciutte troppo a lungo. Quindi tendenzialmente, bisogna assicurarsi di bagnare non appena il terreno comincia ad asciugarsi, ma mai in modo eccessivo, cioè provocando ristagni d’acqua (l’acqua quindi deve assorbirsi entro pochi minuti dall’irrigazione, altrimenti avrete esagerato).

Quando fa molto caldo, e in genere da quando spuntano i fiori, si consiglia di irrigare due volte al giorno, idealmente di mattina presto e di sera dopo il tramonto. Sempre evitando i ristagni. Ricordatevi di non gettare l’acqua direttamente su foglie e frutti, ma indirizzate il getto alla base della pianta. .

Per aiutarvi a mantenere il terreno umido, e anche evitare la crescita di erbacce che rubano nutrienti ai pomodori, procedere alla pacciamatura con paglia o erba secca.

Concimazione dopo la messa a dimora

Dopo qualche settimana dalla messa a dimora, se volete potete continuare ad arricchire il terreno una volta ogni 7 o 10 giorni (mai di meno, ma va bene anche più di rado) con concimi naturali ricchi di materiale organico. Sono molto indicati prodotti organici idrosolubili come sangue di bue o borlande (ovvero i residui della lavorazione della barbabietola).

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immagine: piqsels.com

Raccolta dei pomodori

In genere, i pomodori sono pronti per essere raccolti dopo 60-80 giorni dalla messa a dimora. Se vogliamo usarli per preparare conserve di pomodoro bisogna aspettare che ogni frutto sia ben maturo, quindi deve avere un colore rosso saturo. I pomodori destinati alla tavola, invece, possono essere colti anche un po’ prima, quando qualche parte del frutto è ancora verde-rosata.

Malattie dei pomodori

Se una pianta fosse colpita da un fungo, bisogna estirparla e bruciarla o comunque buttarla nell’immondizia, per evitare che contagi anche le altre. Quindi non lasciatela sul terreno né nella pila del compostaggio, dove i funghi potrebbero diffondersi facilmente ad altri esemplari.

Una malattia tipica di pomodori (e patate) è la peronospora, ma altrettanto spesso capita che siano colpiti da fusarium: le spore di queste malattie fungine possono restare nel terreno a lungo, e rovinare anche i raccolti degli anni successivi. La peronospora si presenta in genere dalla metà di agosto, prima con un ingiallimento delle foglie, che successivamente diventano brune, mentre sui frutti si formano macchie a cerchi concentrici. Si può trattare con prodotti a base di rame.
Il fusarium invece è più pericoloso, e porta alla morte veloce della pianta. Quando questa comincia a perdere vigore, controllate i fusti: se notate che i capillari sono scuri, significa che è infetta e va estirpata per salvaguardare le altre.

Seguite queste indicazioni e potrete godere di gustosi pomodori coltivati da voi stessi!

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