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Tutte le dritte per avere un basilico…
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Tutte le dritte per avere un basilico rigoglioso e farlo sopravvivere anche in inverno

01 Aprile 2021 • di Marco Renzi
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Una delle erbe di cui non possiamo fare a meno in cucina è di certo il basilico: è protagonista di uno dei condimenti più famosi al mondo, il pesto, ma diventa anche il perfetto coronamento di tanti piatti, dalla pizza, ai sughi, ai piatti freddi. C’è anche chi lo inserisce in gustose marmellate o composte!

Questa pianta erbacea originaria dell’Asia è però una pianta con ciclo di vita normalmente annuale, in condizioni ottime riesce anche a vivere due anni, ma ama molto il caldo quindi succede spesso che con l’arrivo delle temperature rigide in autunno sparisca dai nostri giardini, orti e balconi. Con qualche accortezza, però, si può coltivare anche in casa durante le stagioni fredde, e in ogni caso, anche quando riusciamo a tenerlo solo per un anno, vale la pena coltivare al meglio questa pianta per poterne godere appieno.

Clima ed esposizione

Il basilico ama il caldo: se il termometro scende sotto ai 10° la pianta non resiste, e in genere preferisce temperature ben più calde. Questa erba aromatica, infatti, cresce velocemente e prospera quando il sole è abbondante e il clima si aggira tra i 20 °C e 25 °C.

Nei periodi di caldo estremo, però, anche il basilico può patire. Se quindi arrivano i periodi torridi e siccitosi dell’estate e la vostra pianta è interrata in vaso, meglio spostarla in un angolo del balcone o del giardino in cui sia protetta dal sole nelle ore centrali della giornata, quelle tradizionalmente più calde.

Posizionatelo quindi al sole: il davanzale della finestra in casa, o luoghi esposti a diverse ore di luce diretta sul balcone, o in giardino. Si riesce a gestire più facilmente in vasi, ma spesso negli orti viene piantato direttamente a terra, particolarmente tra i filari di pomodori - anch’essi amanti del sole diretto.


Terreno

Il terreno in cui far crescere le piante di basilico deve essere molto ricco ma anche ben arieggiato e capace di drenare per bene: è una pianta che non tollera ristagni di acqua ma nemmeno può sopravvivere a periodi di siccità troppo prolungati.

Al momento di riempire il vaso, quindi, create per prima cosa uno strato sul fondo con argilla espansa, alto almeno due o tre dita. Poi mescolate del terreno morbido e ricco di nutrienti (meglio spendere un po’ di più per un terriccio adatto all’orto) con un po’ di torba, in modo da evitare che sia troppo compatto e anzi permetta un ottimo drenaggio. C’è anche chi mescola un paio di fondi di caffè ben asciutti al terriccio, che servono ad acidificare il suolo, funzionando anche da fertilizzante naturale.
Se invece state piantando le piantine direttamente in terra nell’orto, fate una buca un po’ più grande e profonda, mettete sempre argilla sul fondo e riempite con terriccio come quello che avreste usato in vaso, quindi morbido e ben drenato.

Nei periodi molto caldi, si può anche rivestire il terreno attorno al colletto della pianta con qualche tipo di pacciamatura che aiuti a diminuire l’evaporazione dell’acqua, mantenendo la terra umida più a lungo. Questo sistema, inoltre riduce la crescita di erbacce, che rubano nutrienti al basilico.


Quando piantare o rinvasare?

Poiché il basilico teme il freddo, delle operazioni “traumatiche” come il rinvaso o la messa a dimora in piena terra devono essere realizzati all’inizio della primavera e finché fa caldo ma non troppo.

In ogni caso, quando acquistate una piantina, estraetela dal vaso per vedere se le radici si siano già impossessate di tutto il terreno disponibile: in quel caso ha bisogno di essere spostata in un vaso un po' più grande o anche messa a terra. Se non lo fate, vi troverete a dover innaffiare praticamente tutti i giorni e comunque la pianta patirebbe per non ricevere sufficiente nutrimento dal terreno.

Un consiglio che vale per tutte le piante è quello di non mettere mai esemplari di piccole dimensioni in contenitori troppo grandi, semplicemente perché è difficile gestire la quantità di acqua necessaria per irrigare adeguatamente. Col basilico, quindi potete salire di massimo tre misure, indicativamente.

immagine: pixabay

Irrigazione

Il basilico non tollera periodi di siccità prolungati, ma come la stragrande maggioranza delle piante può morire anche per ristagno idrico. Per imparare a conoscere le sue necessità idriche, controllatelo ogni giorno per un paio di settimane.

Vale anche nel suo caso, infatti, la regola per cui bisogna innaffiare nuovamente quando il terreno si è asciugato (anche al di sotto dei primi centimetri di strato superficiale). In genere, per il basilico questo avviene ogni due o tre giorni. Ma nei periodi umidi e non molto caldi, il lasso di tempo si allunga un po’ di più.

Quando è abbastanza cresciuto da poterlo consumare?

Quando portate a casa una piantina piccola, dovreste aspettare qualche settimana prima di poterne prelevare le foglie e consumarla. In genere, infatti si consiglia infatti di aspettare fino a un mese dalla messa a dimora, o almeno finché le piantine non abbiano raggiunto i 20 cm di altezza.

Potatura e raccolta

Quando finalmente la pianta è abbastanza grande da poterne raccogliere le foglie, usate sempre delle forbici (magari sterilizzando le lame) per staccare la parte apicale dei rametti, portando via gruppetti di foglie con un solo taglio. Non esagerate mai troppo: spogliare la pianta eccessivamente significa farla morire.

Quando poi il basilico fiorisce, spuntate i rami fioriti che spigano verso l’alto. Questa pratica stimola il rinfoltimento della pianta al centro (l’accestimento), in modo da diventare più compatta e rigogliosa. Se però voleste godervi qualche fiore e magari anche raccogliere i semi da piantare la primavera successiva, lasciate almeno che uno o due rametti continuino a crescere. 

Le varietà di basilico

La specie cui appartiene il basilico più comunemente venduto e consumato (quello che chiamiamo genovese) è quella dell’Ocimum basilicum, nella quale però rientrano diverse altre varietà.

Basilico greco: ha foglioline molto piccole, e forma una piccola palla verde compatta, a crescita lenta. Anche per questo è fondamentale la cimatura, in modo che mantenga la forma sferica e compatta. Ha un sapore un po’ più delicato del genovese.
Basilico rosso (o viola): per esigenze e caratteristiche vale quanto detto per il genovese. L’unica differenza sta proprio nel colore: questa pianta è di color vinaccia/violetto in ogni parte, dal gambo fino alle foglie, e questo crea uno splendido contrasto con i fiorellini bianchi appena tinti di rosa. Anche nel gusto, è molto simile se non uguale a quello genovese classico.
Basilico di montagna (o artico): è la varietà che tollera meglio il freddo, riuscendo a vivere anche per periodi più prolungati intorno ai 12-10°.
Basilico alla cannella: per forma e portamento assomiglia molto al genovese, ma i gambi tinti di viola scuro, come parte delle infiorescenze. Nel profumo e nel sapore, però, ha una forte nota di cannella, che lo rende un condimento davvero sensazionale.
Basilico al limone: ha foglie appena più appuntite del genovese, e soprattutto una leggera nota di agrumi nel profumo e nel gusto che lo rende unico. Tollera meglio il freddo rispetto a quello classico.
Basilico alla menta: altra varietà dal retrogusto particolare, più fresco, proprio come quello della menta.
Basilico thailandese: nell’aspetto è difficile distinguerlo da quello alla cannella. È però il gusto che lo fa riconoscere come diverso, perché ricorda un po’ l’anice o la liquirizia (e infatti a volte è chiamato Basilico liquirizia).

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Per coltivarlo anche in inverno

Il basilico è una pianta che ha bisogno di calde temperature e dell’esposizione alla luce solare. È anche una pianta annuale, poiché continua a crescere tutto l’anno, quindi con qualche accorgimento è possibile piantare e coltivare il basilico anche nei freddi mesi invernali. Vediamo insieme a quali aspetti prestare attenzione per assicurarsi che la pianta cresca anche con temperature poco favorevoli.

Luce: il basilico, per crescere durante l’inverno, ha bisogno di ricevere molta luce naturale. L’ideale sarebbe assicurare alla pianta 4 ore di sole diretto. Nel caso in cui non fosse possibile, perché le condizioni climatiche non lo consentono, è possibile ricorrere all’illuminazione artificiale. Esistono infatti delle lampade pensate per la coltivazione del basilico in spazi chiusi: consigliamo di tenere accesa una lampada per 12 ore ad una distanza di circa 10 cm dalla pianta. Fate però in modo che le lampadine non tocchino le foglie perché potrebbero bruciarsi.
Irrigazione: il basilico ha bisogno di un terreno favorevole per crescere in salute, non deve essere né bagnato né asciutto. Come capire, allora, quando la pianta ha bisogno di acqua? Basterà toccare la terra con il dito: quando la terra è asciutta la pianta ha bisogno di essere innaffiata, l’importante è mantenere umido l’ambiente. Guardare le foglie può rivelarsi utile per capire se la pianta ha bisogno di acqua: quando questa scarseggia, le foglie perdono vigore.
Temperatura: le temperature troppo basse mettono in pericolo la salute della pianta. La temperatura ideale è di circa 21°C. Nel caso di coltivazione in spazi chiusi, ad esempio in casa o in una piccola serra, bisognerà quindi assicurarsi di mantenere un clima intorno ai 20°C.


Il basilico ha bisogno di cura, ma con qualche accorgimento è possibile mantenere una pianta in salute e sempre profumata. Se avete successo con la sua coltivazione, prima che le temperature più calde lascino il posto a quelle fredde, potete raccogliere le foglie e lasciarle al sole: le foglie essiccate manterranno il loro profumo e si potranno usare in diverse preparazioni anche durante il resto dell’anno.

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