Usare l'aceto nelle pulizie di casa: vediamo in quali situazioni è utile e in quali è da evitare - Creativo.media
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Usare l'aceto nelle pulizie di casa:…
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Usare l'aceto nelle pulizie di casa: vediamo in quali situazioni è utile e in quali è da evitare

31 Marzo 2021 • di Marco Renzi
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L’aceto bianco (di vino o di mele) è di certo uno degli ingredienti di cucina che più spesso viene usato anche per sbrigare tante faccende domestiche: la sua componente acida, infatti, torna utilissima per sciogliere e rimuovere macchie di sporco ostinato su tante superfici e per eliminare incrostazioni o tracce di calcare che so possano formare in bagno, in cucina o magari anche sui vetri di finestre, specchi e non solo.

La stessa acidità, però, può rovinare la finitura di diverse altre superfici oppure risultare alla lunga troppo corrosiva per alcuni tipi di tubature. Per questo è bene ricordare in quali situazioni è possibile ricorrere all’aceto come alleato nelle pulizie e quando invece si dovrebbe evitare.

Quando usarlo

immagine: pixabay

Per il bucato e la pulizia della lavatrice

Aggiungere un po’ di aceto al bucato è un modo per neutralizzare cattivi odori. Contrariamente a quanto verrebbe da pensare, infatti, l’odore pungente dell’aceto non rimane sui tessuti, e anzi quando laviamo indumenti usati per attività sportive oppure abiti che si erano impregnati dell’odore del fumo, un po’ di aceto aggiunto nel cestello o nella vaschetta dei detersivi (un mezzo bicchiere è sufficiente, ma fate sempre attenzione ai tessuti da lavare, accertandovi che possano entrare a contatto con l’aceto) è la soluzione economica da provare.

L’aceto aiuta anche ad ammorbidire i capi: l’acidità dell’aceto è sufficiente per sciogliere i residui di sapone alcalino (ovvero la maggior parte dei detersivi per bucato) che si accumulano tra le fibre dei tessuti, soprattutto quando si eccede con la quantità di detergente, una pratica da evitare. Il tessuto, quindi, risulta più morbido al tatto. Magari non per ogni ciclo di lavaggio, ma ogni tanto, quando notate che abiti o biancheria per la casa sembrano riuscire dalla lavatrice un po’ troppo rigidi, potete aggiungere un mezzo bicchiere di aceto. Oppure, potete diluire 250 ml di aceto in 3 litri di acqua e tenere in ammollo i vestiti per un’ora prima di procedere al lavaggio.

Se volete usarlo per rendere più brillanti i capi bianchi, mescolate 130 ml di aceto, 130ml di succo di limone e 1 cucchiaio di borace: potete usare questo mix nella lavatrice (anche direttamente nel cestello) oppure dissolverlo in 3 litri di acqua e immergere il bucato per un’ora prima di lavarlo.

Se ogni tanto aggiungete anche 130ml di aceto nella vaschetta dei detergenti, l’aceto renderà più vividi i colori dei tessuti.

L’aceto pulisce anche la lavatrice stessa. La usiamo di frequente, ed entra a contatto con sporcizia, batteri, residui di sapone. Occasionalmente, quindi, oltre a pulire il filtro, ricordatevi di lavare anche la vaschetta dei detersivi e il cestello stesso: potete estrarre il filtro e lasciarlo in ammollo in acqua con un po’ di aceto (e così eliminerete anche calcare), e poi riempire una bacinella con acqua calda e un mezzo bicchiere di aceto, usando la mistura con un panno in microfibra per lavare la vaschetta.
Una volta ogni qualche mese, inoltre, fate partire un lavaggio a vuoto inserendo 250 ml di aceto nella vaschetta e selezionando un ciclo breve a 50° di temperatura.

Se poi notate che nella guarnizione dell’oblò si è creata della muffa, che spesso è la causa di cattivi odori anche nel bucato, prendete un panno in microfibra, bagnatelo con aceto e passatelo tra le pieghe della guarnizione, poi cospargete le stesse con un cucchiaio di bicarbonato, lasciate agire e risciacquate con il panno bagnato. Potete anche evitare di risciacquare e invece procedere al lavaggio a vuoto con aceto come appena indicato. Ricordatevi poi di tenere sempre l’oblò aperto per almeno mezz’ora dopo che rimuovete il bucato, così da evitare la formazione di muffa in futuro.

immagine: Creativo

Fornelli e piano cottura

Se avete il piano cottura in vetroceramica, potete occuparvi della sua pulizia ordinaria con l’aceto. Aspettate sempre che sia ben freddo, poi riempite una bottiglia spray con aceto e spruzzatelo sulla superficie, strofinando con un panno in microfibra inumidito d’acqua e poi risciacquando con un altro. Riuscirete a sgrassare ed evitare sgradevoli aloni.

Se invece ci sono incrostazioni più insistenti, dopo aver spruzzato l'aceto cospargete le macchie con qualche cucchiaiata di bicarbonato di sodio, si produrrà una schiuma per reazione, che dovrete lasciar agire per qualche minuto. Poi bagnate un panno o strofinaccio con acqua calda, strizzate un po’ e posatelo sul piano cottura per 15 minuti.
C’è anche chi usa carta da cucina (una scelta un po’ meno ecologica), lasciandola imbevuta di aceto sulle macchie, e coprendola con pellicola da cucina sempre per circa 30 minuti. Passato questo lasso di tempo, rimuovete tutto con una spugnetta e finite di pulire usando ancora un panno morbido e dell’aceto. Dopo il risciacquo ricordatevi sempre di asciugare sempre, per evitare anche le minime tracce di calcare.

L’aceto è un ottimo alleato anche per pulire le varie parti dei fornelli a gas: riempite una bacinella di acqua calda, versateci dentro 2 bicchieri di aceto e 2 cucchiai di sale, mescolate per far sciogliere bene. Poi bagnate una spugnetta morbida nella mistura e strofinate sul ripiano di metallo. È una valida alternativa ai detergenti per fornelli. Se ci sono incrostazioni dure, cospargete un po’ di sale sulla spugnetta per renderla più abrasiva e poi insistete strofinando sullo sporco ostinato.

Se volete pulire i bruciatori o sgrassare le griglie, riempite una pentola (o, per le griglie, una bacinella sufficientemente grande per contenerle) con acqua bollente, e poi versateci uno o più bicchieri di aceto (se volete, potete aggiungere anche bicarbonato di sodio). Lasciate in ammollo per un’ora e poi create una pastella mescolando bicarbonato e aceto, per strofinare le varie parti con l’aiuto di uno spazzolino e una spugnetta.

Vetri e specchi

Che sia una finestra, lo specchio del bagno o il box doccia, i vetri di casa finiscono sempre per sporcarsi con qualche macchiolina, soprattutto quando gocce di acqua si asciugano sulla superficie lasciando una traccia di calcare. Per eliminare questi aloni e striature fastidiosi potete usare l’aceto.

Diluite quindi 100 ml di aceto in 300 ml di acqua calda e riempite con la mistura un flacone spray. Potete spruzzare direttamente sul vetro da pulire, ma in genere si consiglia di bagnare un panno morbido (in microfibra) e ben pulito, e poi con questo strofinare il vetro.
Si sentirà per un po’ di tempo l’odore pungente dell’aceto, ma se volete comunque evitarlo potete aggiungere poche gocce di un olio essenziale a scelta, senza esagerare.

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Quando evitare di usarlo

immagine: piqsels.com
  • Su superfici di legno con finitura cerata, inclusi i parquet. In questi casi l’acidità dell’aceto finisce per erodere la finitura cerata, creando più danni che altro. Meglio quindi ricorrere a saponi alcalini adatti.
  • Marmo o granito: l’aceto può essere troppo aggressivo su queste superfici, opacizzandone la superficie lucida e liscia. L’abrasione provocata dall’aceto infatti rende più porose queste superfici, rendendole quindi più inclini a trattenere lo sporco, quindi sempre più difficili da igienizzare. Meglio usare acqua calda con qualche goccia di sapone per piatti e un cucchiaino di alcol etilico.
  • Pavimenti in pietra naturale: sostante aggresive e fortemente acide come aceto, ammoniaca o limone incidono sulla superficie della pietra,opacizzandone la finitura e rovinandone l’aspetto, oltre che rendere sempre più difficile pulirli in sequito. Senza contare che poi ripristinare lo stato originario di questi pavimenti diventa molto costoso.
  • Quando vi cadono uova a terra o sulla superficie di lavoro, non pulite con l’aceto. Sembrerebbe la soluzione migliore per sgrassare e togliere ogni traccia dell’odore che potrebbe nascere da residui di uova rimasti sulla superficie ma in realtà l’aceto fa coagulare l’uovo, rendendo più difficile rimuoverlo. Acqua calda e sapone funzionano meglio.
  • Non mescolare mai l’aceto con candeggina o acqua ossigenata: l’interazione di queste sostanze, infatti, sprigiona gas tossici dannosi per la salute.
  • Sulle perle: tra i componenti delle perle c’è il carbonato di calcio, che a contatto con l’aceto tende a dissolversi. Non usatelo quindi se pensate di tornare a far brillare i vostri gioielli. Meglio invece intingere un panno morbido in una soluzione di acqua calda in cui avrete disciolto qualche goccia di detergente per piatti delicato, o anche del sapone di Marsiglia.

Non fatevi mai mancare qualche bottiglia di aceto bianco per occuparvi delle vostre pulizie, ma ricordate che non sempre è la soluzione migliore.

Tags: TrucchiUtili
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