Tutti i segreti per curare la menta e la salvia, due piante aromatiche che non possono mancare in casa

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di Angelica Vianello

17 Aprile 2021

Tutti i segreti per curare la menta e la salvia, due piante aromatiche che non possono mancare in casa
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Facili da coltivare, belle a vedersi, profumate e gustose da usare in cucina, le erbe aromatiche sono piante ideali per decorare vasi in casa o sul balcone, o anche da aggiungere in giardino o nell’orto.

Tra le più diffuse e apprezzate ci sono la menta e la salvia, entrambe piante perenni molto resistenti, la cui coltivazione è davvero semplice, a prova di pollice nero. Per entrambe le famiglie esistono tantissime varietà, anche quelle puramente ornamentali e non edibili che sono davvero scenografiche, ma tendenzialmente più delicate. Scegliendo le varietà botaniche e meno ibridate, invece, si può godere di piante che tornano ogni anno anche con poche cure, tanto che anzi bisogna contenerne la crescita. E soprattutto, i loro fiori sono amati dalle api, quindi coltivarne in balcone o giardino è anche un modo utile per aiutare una specie fondamentale per la nostra sopravvivenza.

Menta

Menta

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Conosciuta fin dall’antichità, la menta è una delle piante aromatiche più note e coltivate nel mondo. Questa pianta perenne vanta tantissime varietà diverse, che cambiano per forma, colore e profumo delle foglie, nonché per portamento del cespuglio tutto. L’altezza massima varia dai 40 ai 60 centimetri, sebbene quelle a portamento tappezzante crescano più che altro allargandosi sul terreno. La pianta adulta sviluppa un fusto legnoso, e il colore varia dal verde al violaceo. I fiori sono bianchi o violetti e molto profumati.

Esposizione

La menta si adatta a molti climi diversi, ma teme il gelo nelle zone più fredde e preferisce posizioni soleggiate anche se l’esposizione costante ai raggi diretti del sole nelle zone calde potrebbe farla patire. Meglio quindi una posizione luminosa, dove il sole arrivi diretto per qualche ora al giorno, così da favorire una maggiore concentrazione degli oli essenziali. Oltre, che in vaso, se la mettete in un orto potete anche sistemarla anche a ridosso di pareti e muri, dove in genere non si possono piantare le altre colture.

Terreno e coltivazione in vaso

Sebbene riesca a crescere un po’ ovunque, il tipo di terreno migliore è uno fertile e ben drenante, ricco di humus e sostanze organiche, con un pH neutro o solo leggermente acido. Meglio evitare terreni argillosi o troppo umidi, così da non correre il pericolo di malattie fungine causate dal ristagno idrico.

Idealmente, inoltre, bisognerebbe rotare le piante di menta, evitando che tornino a crescere sullo stesso terreno per circa 6 anni. Ancora, per avere piante sempre in ottimo stato, bisognerebbe rinnovare il terriccio ogni 2 anni, così da garantire una crescita continua e abbondante.

Riproduzione
La menta può essere riprodotta per seme o per talea. Nel primo caso bisogna occuparsene tra marzo e aprile, posizionando i semi appena sotto la superficie del terreno. Questi, però, hanno una bassa germinabilità, per cui è molto più efficace ricorrere alla talea.

La riproduzione per talea di apici può essere effettuata a marzo, aprile, maggio o settembre, e ha un’ottima percentuale di successo, dato che i rametti radicano e attecchiscono piuttosto facilmente.

Bisogna solo prelevare gli apici dei rami della pianta lunghi almeno 20 cm, con un coltello o forbici dalle lame affilate e sterilizzate, così da non infettare i tessuti della pianta. Se volete assicurarvi la buona riuscita della talea, appena prelevati questi apici potete intingere la punta tagliata in un po’ di acqua e poi in una polvere radicante, e subito sistemarli nei vasetti con terriccio. Ma se avete molti apici da piantare in questo modo, è un passaggio prescindibile.

I vasetti in cui sistemare le talee dovrebbero avere uno strato di argilla espansa in basso, e poi terriccio composto da terra ricca, sabbia e torba, così da garantire che sia ben sciolto, fresco e drenante. Dopo aver infilato i rametti tagliati, ricompattate con delicatezza il terreno intorno.

Impianto

Quando le piantine avranno raggiunto un’altezza di circa 20 cm, significa che l’apparato radicale è ben sviluppato e potete trapiantarle nei vasi o in terra. La prima opzione è consigliabile se volete contenere l’espansione della menta, tanto che c’è chi interra vasi anche nel terreno. Altrimenti si possono usare pannelli di legno o lamiera interrati per creare dei divisori che racchiudano le piante di menta.

Se volete farla crescere in vaso, potete sceglierne uno anche abbastanza ampio (non necessariamente profondissimo) e lasciarla da sola, dato che è fortemente invasiva e riesce facilmente a occupare tutto lo spazio, soffocando altre specie più delicate. Anzi, è probabile che vi troviate a veder crescere piantine di menta anche nei vasi vicini col passare degli anni.

Potatura

La menta non ha bisogno di molte cure. Potete quindi limitarvi a eliminare rami secchi e poi, alla fine dell’estate, procedere a una potatura più decisa, tagliano i rami a ⅔ dell’altezza (potete provare anche un po’ di più) in modo da favorire il rinnovamento e l’accestimento.

Irrigazione

Preferibilmente, il terreno della menta non dovrebbe rimanere secco, o almeno non troppo a lungo, quindi in periodi di siccità ricordatevi di annaffiare le piante. Soprattutto quelle giovani soffrono parecchio i periodi di siccità. In ogni caso, bagnate le piante facendo arrivare l’acqua al colletto, senza bagnare le foglie.

Raccolta e conservazione

Le foglie della menta si possono raccogliere in qualsiasi momento, ma senza esagerare e lasciare i rami completamente spogli. Nelle zone in cui però gli inverni sono rigidi, quando la pianta comincia a diventare meno folta con l’abbassarsi delle temperature potete raccogliere tutte le foglie e tagliare i rami anche molto bassi, poi magari pacciamando con paglia per proteggere le radici durante il periodo freddo. Questa pianta vigorosa, infatti, è in grado di rispuntare in primavera anche quando era stata tagliata completamente.

Il massimo dell’aroma si può apprezzare sulle foglie appena colte, ideali per cucinare, ma rimane piuttosto persistente anche dopo l’essiccazione. Per conservare in questo modo la pianta potete usare un essiccatore oppure appendere i rami con gli apici rivolti verso il basso in un luogo asciutto e arieggiato. Con le foglie essiccate potrete profumare la casa nei potpourri oppure preparare tisane e insaporire il tè alla menta. Un’alternativa possibile, poi, è la congelazione.

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Salvia

Salvia

yashima / Flickr

Un’altra pianta ampiamente usata in cucina in tante parti del mondo è la salvia officinalis, che è anche tra le piante più coltivate sui balconi e nei giardini. Questa perenne sempreverde di origine mediterranea è rustica e semplice da coltivare, riconoscibile per l’aroma e per l’aspetto delle foglie dalla forma ovale allungata e ricoperte da sottile peluria che le fa sembrare argentate.

I fiori, amati da api e farfalle, sono delle spighe con infiorescenze viola o lilla. Esiste poi una quantità incredibile di salvie ornamentali, meno rustiche e non commestibili, oltre a quelle sempre edibili ma variegate o con aromi diversi.

Esposizione

La salvia è una pianta che ama il caldo, quindi preferisce posizioni soleggiate, quindi evitate di sistemare i vasi sui davanzali o balconi esposti a nord; nelle aiuole o negli orti, invece, assicuratevi che non ci siano fronde di arbusti o alberi che proiettino troppa ombra: devono ricevere i raggi diretti del sole per diverse ore al giorno.

Preferisce climi temperati ma riesce a resistere anche per brevi periodi di gelo, e non teme la siccità ma possono essere deleteri climi troppo umidi.

Terreno

La salvia riesce ad adattarsi a qualsiasi tipo di terreno ma preferisce quelli molto drenanti. A volte, infatti, si consiglia di sistemare anche delle pietre nel vaso o nella buca in cui la impianteremo. È infatti una pianta mediterranea, quindi preferisce un substrato calcareo, mentre ha difficoltà a crescere in quelli argillosi e troppo compatti, che favoriscono ristagno idrico.

Riproduzione

Proprio come per la menta, si possono coltivare e riprodurre le piante da seme o per talea, ma anche i semi di salvia sono molto piccoli e con bassa germinabilità, quindi bisogna usarne molti più di quelli che servono davvero per sperare di ottenerne sufficienti piantine. La semina si effettua all’inizio della primavera, sistemando i semi appena sotto allo strato superficiale del terreno.

Riprodurre la salvia per talea è molto più semplice e veloce: dalla primavera fino alla fine dell’estate è possibile quindi tagliare con forbici sterilizzate la punta dei rami, preferendo quelli giovani. Si tratta di rami legnosi, quindi non è possibile tagliare troppo in basso: in genere bisogna prelevare le punte, per massimo un terzo della lunghezza del ramo. Devono quindi rimanere germogli o foglie sul ramo della pianta madre, altrimenti quello si seccherà completamente. Tagliare troppo tutti i rami delle piante di salvia (come con rosmarino, lavanda, timo) significa infatti perdere l’intero esemplare.

A ogni rametto prelevato eliminate le foglie più in basso, lasciando solo le 4 o 5 apicali. Potete anche in questo caso servirvi della polvere radicante, se volete, e comunque dovrete infilare il rametto in un vasetto con argilla sul fondo, terriccio e sabbia. Ricordatevi che, con un substrato così drenante bisogna controllare ogni volta che si asciuga completamente, innaffiando quindi piuttosto spesso.

Nel giro di massimo un paio di mesi la piantina sarà sufficientemente forte da poter essere trapiantata in vaso o in terra.

Impianto

Quando volete sistemare le piante pronte all’impianto, lavorate sempre bene il terreno per arieggiarlo per bene. In piena terra si consiglia di vangare la parte più a fondo, e zappettare quella più superficiale. Se volete, in questa fase potete arricchire il terreno con compost.

Le piante possono essere messe a dimora dalla primavera alla metà dell’autunno, ma quando le temperature sono ancora basse e il terreno più duro, meglio evitare. Anche il periodo di solleone durante l’estate è un momento in cui non si dovrebbe mai sottoporre nessuna pianta a traumi del genere.

Irrigazione e concime

Appena finito di sistemare la pianta nel vaso o in terra, ricompattate delicatamente il terreno e innaffiate subito, continuando con regolarità anche nei giorni successivi (sempre evitando di inzupparlo, quindi controllate quando si asciuga) finché la pianta non attecchisce.

Quando la pianta è ormai cresciuta, può resistere anche a periodi prolungati di siccità, ma vi renderete conto subito dal vigore e colore delle foglie se ha bisogno di acqua. Quando le innaffiature diventano diradate nel tempo, quindi, meglio annaffiare abbondantemente - accertandosi che l’acqua dreni velocemente .

Le piante di salvia possono trarre beneficio da occasionali concimazioni con prodotti a base di azoto per produrre più foglie, ma evitate di esagerare con compost o stallatico perché immettere troppo spesso sostanze nutritive può pregiudicare l’aroma delle foglie

Potatura e protezione dal freddo

La salvia è una pianta perenne, e per evitare che sviluppi un portamento troppo disordinato con rami che si allungano e ripiegano, è bene potare due volte all’anno. A fine inverno, quando le temperature cominciano a risalire, eliminate rami e foglie secche, e poi, quando la pianta ha smesso di fiorire potete intervenire con una potatura più decisa, tagliando i rami verdi quasi del tutto: si tratta del momento in cui potete prelevare talee, e anche se non voleste propagare la pianta, valgono sempre le indicazioni menzionate quanto alla riproduzione per talea, ovvero evitare di eliminare del tutto la parte verde dei rami. Usate sempre cesoie ben affilate e sterilizzate.

Raccolta e conservazione

Anche le foglie di salvia si possono raccogliere tutto l’anno, compreso l’inverno: mantengono infatti la loro concentrazione di oli essenziali piuttosto inalterata nelle varie stagioni. Evitate sempre di prelevare rami legnosi.

In cucina le foglie sono più buone appena colte, ma si possono anche essiccare facilmente con essiccatore oppure appendendo i rametti a testa in giù in luogo asciutto e ventilato. Potrete poi sminuzzare le foglie essiccate e usarle come insaporitore per arrosti. È possibile anche surgelare le foglie di salvia.

Pronti a decorare casa, orto e giardino con queste bellissime piante?

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