16 trucchi "della nonna" che hanno più di 100 anni e che dovremmo tenere a mente - Creativo.media
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È ora di pulire le pareti? Vi sveliamo qualche trucco utile per eliminare lo sporco dai muri Vuoi aggiungere un tocco di carattere alla tua casa? Scopri gli oggetti che non possono mancare

16 trucchi "della nonna" che hanno più di 100 anni e che dovremmo tenere a mente

22 Aprile 2021 • di Angelica Vianello
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Abbiamo tutti qualche trucco di pulizia casalingo preferito, quello che ci fa salvare tempo e denaro o magari che si presenta come alternativa più naturale ed ecologica ai metodi che impiegano prodotti industriali. Potrebbe però stupirci scoprire che questa tendenza a provare le vie del fai-da-te per risolvere molti problemi quotidiani nell’ottica del risparmio di tempo, sforzo e denaro affonda le radici nel tempo.

Ancora oggi, infatti, circolano diversi stratagemmi curiosi che hanno oltre 100 anni di storia. Una famosa raccolta di questi trucchi casalinghi è quella delle cartoline illustrate della ditta di sigarette Gallaher, conosciute come le Gallaher’s Cigarettes cards. L’abitudine di inserire delle cartoline spesse per irrigidire i pacchetti di sigarette aveva preso già dagli anni ‘80 del diciannovesimo secolo, e ben presto questo piccolo inserto era diventato un oggetto da collezione decorato con illustrazioni, curiosità, immagini di persone famose o donne avvenenti.

Negli anni ‘10 del ‘900 la ditta Gallaher Ltd of Belfast & London insieme all’Ogden's Branch of the Imperial Tobacco Co ha cominciato a stampare la serie di cartoline “How-To” (“Come si fa”), piena di trucchi ed espedienti utili nella vita di tutti i giorni, nell’ambito delle pulizie domestiche e non solo. Queste carte ora sono oggetti da collezione bramati e preziosissimi, vendute anche per milioni di dollari, ma anche molti dei consigli al loro interno sono davvero interessanti.

Ci sono infatti dritte che al giorno d’oggi sembrano quantomeno curiose: alcune presentano situazioni davvero improbabili, come il trucco per fermare un cavallo in corsa, altre magari sono ormai poco praticabili, come il corretto procedimento per salvare qualcuno colpito da scarica elettrica; altre ancora fanno un po’ storcere la bocca, come il trucco per trattare un cane “pazzo”, e ce ne sono anche diverse che ci fanno sgranare gli occhi per la loro pericolosità, come il metodo per preparare un estintore fai da te. Ma tra i 100 trucchi delle Gallaher Cards ce ne sono anche alcuni che vale la pena leggere.

NB: riportiamo i trucchi esattamente come venivano illustrati sulle cartoline: in caso voleste metterli in pratica, ovviamente tenete presente che si tratta di consigli molto datati, e quindi non sempre impeccabili!

  • Per rimuovere le schegge di legno dalle mani (in particolare dal palmo) in modo semplice e indolore, la cartolina suggerisce di riempire un barattolo di vetro con l’apertura larga con acqua calda fino quasi all’orlo. Poi bisogna premere fermamente la parte in cui si è conficcata la scheggia direttamente sull’apertura, chiudendola del tutto. Pare che a questo punto la scheggia sia spinta a uscire per via della pressione negativa e del vapore, quel tanto che basta per estrarla facilmente con delle pinzette.
  • Se invece voleste pulire l’interno di una bottiglia con un metodo vintage, vi basterebbe versare un po' di sabbia sul fondo, aggiungere acqua e poi agitare per bene, in modo che la sabbia funzioni come elemento abrasivo pulendo le pareti interne. Alla fine basta semplicemente sciacquare e lasciar scolare via l'acqua finché la bottiglia non è asciutta. Al giorno d’oggi preferiamo usare aceto e bicarbonato, o magari sale; oppure, per vasi o oggetti con l’imboccatura abbastanza ampia possiamo usare una spugna con dentro una calamita, da “comandare” dall’esterno, ma si potrebbe provare anche con la sabbia!
  • Per rimuovere le macchie di inchiostro veniva consigliato il latte: la tecnica consisteva nell’immergere il tessuto in una bacinella di latte, lasciandolo in ammollo per qualche ora prima di sciacquare e lavare per bene. C’è chi ancora usa questo metodo, anche se ormai si preferisce usare alcool denaturato.
  • Vi è mai capitato di dover accendere fiammiferi in una giornata ventosa? Ebbene il trucco per riuscirci è praticare delle piccole incisioni sul fusto di legno, tali da sollevare piccole scaglie di legno incurvandosi verso la testa. Anche quelle prenderanno fuoco, e faranno sì che l’accendino bruci anche quando c’è vento.
  • Sicuramente lo facciamo in molti, ma già cento anni fa si consigliava di separare due bicchieri di vetro impilati tra loro versando acqua fredda in quello superiore e immergendo il fondo dell’altro in acqua calda.
  • Bollire le uova è facilissimo, ma a volte capita che nel versarle nella pentola si formino delle crepe, e allora l’albume fuoriesce e si cuoce al di fuori del guscio. Le Gallaher’s Cards suggerivano come soluzione l’aggiunta di un po’ di aceto nell’acqua di bollitura. Col tempo c’è chi ha provato la variante che consiste nello strofinare l’aceto sul guscio prima di immergere le uova in acqua. Questi rimedi avrebbero in qualche modo la capacità di tenere chiusa la fessura del guscio impedendo la fuoriuscita di albume. La scienza non si è pronunciata, però aggiungere aceto nell’acqua di cottura ha effettivamente un vantaggio: rende più semplice sgusciare le uova sode. Il metodo migliore per farlo senza stress infatti prevede aggiungere aceto nella pentola, poi una volta cotte immergerle in una bacinella con ghiaccio e il guscio verrà via facilissimamente. Il motivo è forse nel fatto che l’aceto è capace di dissolvere in parte il carbonato di calcio di cui sono composti i gusci delle uova.
  • Sempre riguardo alle uova, le cartoline suggerivano di conservare più a lungo quelle appena deposte infilandole in un contenitore chiuso ermeticamente e pieno di sale.
  • Mettiamo il caso che abbiate comprato burro artigianale e vogliate sincerarvi che sia di buona qualità: secondo questi trucchi vintage basterebbe strofinarne un po’ su un pezzo di carta che poi andrebbe bruciato. Se l’odore emanato è piacevole, allora il burro sarà puro, se invece si sentisse un odore sgradevole (“come di sebo”), sarà per la presenza di margarina. Ai giorni nostri, invece, un metodo molto usato consiste nel controllare quanto velocemente e come si squaglia una piccola quantità di burro esposta al calore: quando si liquefa velocemente e diventa di un marrone scuro è buono, se invece diventa solo giallo chiaro sarà adulterato.
  • Quando volete dar vita a fiori freschi che sembrano un po’ appassiti, provate a immergere gli steli in acqua calda (non bollente), lasciandoli finché non si sarà raffreddata. Poi tagliate via l’estremità inferiore del gambo e sistemateli di nuovo nel vaso. Questo è dovuto al fatto che l’acqua calda (intorno ai 40°) viene assorbita più in fretta, poiché ha meno bolle d’aria al suo interno e si muove più velocemente di quella fredda dentro al gambo, permettendo al fiore di assorbirla più velocemente. Un altro trucco usato ancora oggi da molti fioristi è aggiungere un pochino di zucchero all’acqua.
  • Le cartoline in esame proponevano anche un rimedio utile in caso di slogatura della caviglia, che consiste nel fasciarla per bene, bagnare il bendaggio e poi lasciar correre il lembo finale dello stesso fino all’interno di un brocca piena d’acqua fredda, posizionata più in alto della caviglia ferita. In questo modo tutta la fasciatura sarebbe rimasta ben fredda, con l’acqua che continuava a scendere lentamente giù per la striscia di tessuto collegata alla brocca. Al giorno d’oggi magari usare il ghiaccio è più pratico per attenuare il dolore provocato da questo tipo di ferite, ma di certo è importante che le slogature siano fasciate in modo corretto e ben fermo, per dare il tempo ai legamenti di guarire evitando ulteriori complicazioni.
  • Lo stesso tipo di procedimento viene consigliato nelle cartoline Gallaher anche come sistema di irrigazione automatico ante litteram, da usare quando ci si assenta da casa: “Riempite un grande secchio con acqua e posizionatelo un po’ più in alto dei vasi di piante e radunatevi intorno quante più piante riuscite. Intrecciate morbidamente due o tre fili di lana insieme, immergeteli completamente nell’acqua e poi sistemate un’estremità nel secchio, tenendola ferma con un peso sul fondo. Adagiate l’altra estremità sul terreno: si consiglia di usare un filo per ogni vaso”. Non sembra una tecnica infallibile, ma sarebbe curioso provarla (magari quando siamo in casa).
  • Se vi piace decorare la casa con vasi pregiati, e volete evitare che possano cadere e rompersi in mille pezzi, riempiteli fino a un terzo con della sabbia, in modo da farli rimanere ben fermi. È un trucco che di certo aiuterebbe con quelli che hanno una base piccola, e magari si potrebbero usare dei sassolini, biglie o altro tipo di pesi.
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  • Al giorno d’oggi tutti i candelabri e portacandele hanno dimensioni standardizzate, così da potervi infilare qualsiasi candela si voglia, ma se per caso capitasse di dover rimodellare appena una candela troppo grande per farla entrare nel supporto scelto, vi basterebbe immergere il fondo in una pentola di acqua bollente quel tanto che basta per ammorbidire la cera e poterla infilare nel portacandela. Senza doverla scaldare, al giorno d’oggi potreste aiutarvi con un pelapatate.
  • Quando riempiamo una brocca molto capiente e dobbiamo trasportarla fino al tavolo di sicuro tutti la impugniamo stringendo il manico, e magari aiutandoci con l’altra mano a sorreggere il lato opposto o il fondo per evitare che il contenuto travasi durante il trasporto. Ma se solo inserissimo il pollice della mano che regge il manico dentro al bordo della brocca stessa, avremmo un controllo molto più fermo di tutta l’operazione, e magari anche l’altra mano libera.
  • La moda moderna non fa molto uso di cappelli di paglia chiara, o magari i modelli moderni sfoggiati d’estate non sono fatti con fibre pienamente naturali. Se però vi dovesse capitare di dover pulire un cappello di paglia o qualche altro oggetto realizzato con la stessa fibra vegetale (ad esempio cesti, sedie, sottopentola), sappiate che potreste rimuovere le macchie strofinandoci sopra mezzo limone. “Rifinite il lavoro con una mano di gomma pulita attentamente strofinata su tutta la superficie, e il vostro cappello sarà come nuovo”. In mancanza di limone, provate con dell’aceto oppure, nei casi più gravi, un po’ di candeggina magari diluita, ma fate attenzione sempre a testare il rimedio su un punto non visibile dell’oggetto da pulire, perché potrebbe alterarne il colore.

Che ne dite di provare qualcuno di questi brillanti trucchi vintage?

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