Niente più pollice nero: vi sveliamo gli errori più comuni da evitare quando si coltivano le piante - Creativo.media
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Niente più pollice nero: vi sveliamo…
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Niente più pollice nero: vi sveliamo gli errori più comuni da evitare quando si coltivano le piante

22 Febbraio 2021 • di Angelica Vianello
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Quante volte capita di voler tentare a coltivare qualche pianta affascinati da qualche foto o dai successi di amici col pollice verde? In effetti sono dei complementi splendidi nell'arredo di spazi all'interno e all'esterno di casa, senza contare che migliorano la qualità dell'aria e in camera da letto alcune specie sono anche in grado di conciliare un sonno più ristoratore.

L'attività stessa di coltivazione, poi, è terapeutica e insegna molto sui cicli della natura e la resilienza di questi esseri fondamentali per la salute dell'ecosistema. Eppure a volte anche seguendo tante indicazioni utili, ci si trova a vedere la pianta che muore lentamente senza poter far nulla. Non è sempre vero.

Innanzitutto bisogna iniziare con piante facili, e si trovano facilmente indicazioni online o nei vivai, e una volta scelta la pianta che si preferisce è bene informarsi sulle sue specifiche necessità quanto a esposizione (luce diretta, mezzombra e simili) e temperature minime e massime che può sopportare. Una volta che siate certi di aver rispettato queste indicazioni, se la pianta risulta sofferente potrebbe essere a causa di qualcuna delle situazioni riportate di seguito.

I vasi migliori

immagine: Pixabay

Sebbene in commercio esistano davvero tantissimi tipi di vasi di plastica o metallo, non c'è nulla che sia migliore della terracotta, soprattutto quando sono di buona qualità. Lasciano traspirare l'umidità, non scaldano le radici e sono belli anche senza decorarli, a maggior ragione quando hanno forme più particolari.

A meno che, quindi, la pianta non richieda magari vasi trasparenti (è il caso di alcune orchidee), date sempre la preferenza al cotto, oppure alla ceramica. Poi, magari, potete inserire questi vasi dentro a cachepot di altri materiali, o anche in quelli fatti a mano.

immagine: Pinterest

Per alcune varietà che richiedono poco terriccio, come le succulente (soprattutto i sedum) oppure le tillandsiae, potete usare anche contenitori organici. Un'idea carinissima è quella di riciclare creativamente le noci di cocco, che potete anche decorare intagliandoli o dipingendoli.

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La pianta sembra star male nonostante tutto? Forse è ora del rinvaso!

Una cosa che spesso si dimentica di fare è cambiare il vaso con uno più grande. Non va fatto necessariamente subito, ma ogni volta in cui le radici hanno preso possesso ormai di tutto il panetto di terra e non sanno più dove crescere, il che significa che il terriccio nemmeno è sufficiente per nutrirle o per rimanere bagnato abbastanza a lungo da irrigarle.

Come capirlo? Sollevate il vaso: se vedete radici che fuoriescono dai fori è urgente rinvasare. Se non si vede nulla potrebbe comunque essere il caso di provvedere, e per controllare dovete solo prendere con delicatezza la pianta al colletto (alla base) e provare a sollevare in modo da far uscire tutto il panetto di terra: se lo vedete pieno di radici (anche meno di come mostra la foto qui sopra), è il momento di regalare una nuova "casa" alla pianta.

Quanto più grande deve essere il nuovo vaso? Per non sbagliare, si consiglia sempre di procedere per gradi: salite di una sola misura di diametro. Se invece avete preso abbastanza dimestichezza con le caratteristiche della pianta e sapete che cresce in fretta, potete andare anche un po' oltre, ma senza mai esagerare. È molto più difficile gestire le innaffiature quando le piante si trovano all'improvviso dentro a contenitori molto grandi.

Eliminate le parti secche

immagine: bhg.com/

Se vedete che la pianta soffre e ormai ci sono rami o foglie secche, anche solo in parte, eliminate la parte morta.

Se non siete certi che il ramo sia secco, tagliatene solamente un pezzetto sulla punta e guardate al centro della sezione: capirete subito se non c'è nulla da fare o se invece il ramo è ancora verde e quindi non dovrà essere rimosso.

immagine: reusegrowenjoy.com

Quanto tagliare? Se il ramo, dopo che avrete controllato tagliando via pezzetti e avvicinandovi al tronco/base è del tutto secco, deve essere eliminato.

Non esiste una regola che valga per tutte le piante quanto al momento migliore e al modo migliore di effettuare la potatura (a volte anche all'interno dello stessa specie si presentano necessità diverse), ma se volete solo aiutare la pianta a concentrarsi sulle parti sane, e non siete sicuri di quanto tagliare, una buona regola è di lasciare sempre due o tre nodi dal tronco.

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Fertilizzanti: non sempre sono la risposta

immagine: savvygardening.com

Quando la pianta soffre, non è detto che il fertilizzante sia la medicina miracolosa, anzi potrebbe causare ulteriore stress e soprattutto, se somministrato in dosi eccessive, non fa che affrettarne la morte. Un po' come quando dopo un'operazione molto importante il nostro fisico ha bisogno di nutrirsi in modo controllato, bisogna avere pazienza e curare da vicino la pianta.

Quindi se non siete sicuri di aver capito che problemi ha la pianta, non somministrate nessuna sostanza. 

Vermi

immagine: westcoastseeds.com

Non tutti i vermi nel terreno sono dannosi per le piante: i lombrichi, ad esempio, indicano che anzi il terreno è davvero ricco in buono stato. Però a volte nel terriccio troviamo delle larve biancastre (in foto), quelle dei coleotteri, che si nutrono delle radici così come un'altra grande minaccia delle coltivazioni (e delle piante ornamentali in casa): i nematodi, che sono molto più piccoli e sottili, sempre biancastri.

In entrambi i casi, se gli insetti hanno mangiato troppo le radici della pianta, è difficile recuperarla ma vale la pena provare a farlo. Bisognerà quindi sollevarla dal terriccio con delicatezza, cercare di pulire le radici il più possibile, gettare via tutto il terriccio e rinvasarla nuovamente, somministrando anche un insetticida adatto.

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Non innaffiate troppo spesso

immagine: Pixabay

Quando la pianta sembra sofferente pensiamo subito che abbia bisogno di acqua, eppure nella stragrande maggioranza di casi è l'eccesso di acqua che porta alla morte delle varie specie, soprattutto nel caso di quelle considerate facili da coltivare.

Il ristagno idrico è deleterio per la maggior parte delle piante ornamentali che non siano davvero acquatiche, quindi dovete sempre assicurarvi: che il terriccio scelto sia ben sciolto; che sotto al vasoci siano sufficienti fori per il drenaggio dell'acqua, e che questa - quando non fa caldo -non rimanga stagnante troppo a lungo nel sottovaso

Quindi potete spostare le piante in un lavandino, doccia o vasca da bagno, innaffiarle e lasciar uscire tutta l'acqua, e poi riporle nei sottovasi o portavasi solo quando avranno smesso di colare. Se invece avete allenato un po' l'occhio potete dare l'acqua direttamente in vaso, magari eliminando quella che rimane nei sottovasi durante l'inverno.

La regola d'oro è innaffiare quando il terreno si è asciugato, e lo potete capire in due modi: infilando un dito per bene dentro al terriccio e scoprire se sotto allo strato superficiale ci sia ancora terriccio bagnato (in quel caso non innaffiate) oppure acquistando misuratori di umidità del terreno a prezzi economici, anche online.

 

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