Futon, tatami, shikibuton: scopriamo i pregi e i difetti nella scelta di un letto giapponese

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di Isabella Ripoli

30 Gennaio 2024

Futon, tatami, shikibuton: scopriamo i pregi e i difetti nella scelta di un letto giapponese
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La caratteristica principale dei letti giapponesi? Essere posizionati a terra e non avere una vera struttura su cui poggia il materasso. In fondo è proprio questo che ammalia e che ci fa propendere per simile scelta. L'assenza di una classica struttura ne fa una grande scelta di stile, oltre ad essere un meraviglioso complemento d'arredo che arricchisce il nostro spazio. 

Ma non è l'unica nota positiva rispetto a un letto "non occidentale", ce ne sono tante altre, come ci sono anche degli aspetti leggermente più negativi. Vediamo insieme come fare per trovare quello giusto e soprattutto se è l'ideale per noi.

Letto giapponese: da cos'è composto?

Letto giapponese: da cos'è composto?

eastwestfutons.com

Conosciuto come futon, il tipico letto giapponese ha avuto nel corso degli anni una profonda espansione oltre alla cultura di appartenenza. Il mondo occidentale, affascinato dagli aspetti di questa popolazione, ha integrato diverse usanze, tra cui quella inerente al dormire. Ecco che questa tipologia di letto, ma possiamo dire anche di stile di sonno, è entrata preponderante in diversi popoli, trovando terreno feritile e una grande diffusione. Vediamo quali sono le parti che compongono un vero e tradizionale letto giapponese.

  • Shikibuton: si tratta del materasso che, da solo o in coppia, va poggiato direttamente al pavimento, oppure sopra il tatami. Quest'ultimo non è altro che una stuoia di paglia che funge da protezione e crea una base di attrito sulla pavimentazione.
  • Makura: è un altro componente del letto giapponese e si tratta del pratico cuscino, piccolo e non troppo spesso, su cui poggiare la testa. 
  • Kakebuton: ultimo componente fondamentale per questo tradizionale giaciglio è la coperta che, poggiata sul materasso, crea non solo la copertura per proteggersi dal freddo, ma riesce anche ad abbellire la stanza.

Bastano questi tre "ingredienti" per dar vita al nostro letto giapponese. Per chi vuole, ci sono anche strutture in legno basso da mettere al di sotto di materassi anche più alti, ma l'originale non prevede altri accessori. La semplicità e l'essenzialità sono le parole d'ordine.

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Scopriamo i pregi...

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Quali sono i motivi per cui dovremmo scegliere questo letto?

Innanzitutto è molto bello, arreda alla perfezione lo spazio e dà un incredibile tocco di originalità alla nostra camera da letto. In secondo luogo il letto giapponese, se scelto nella sua composizione originale, occupa poco spazio, per cui è adatto sia in ambienti grandi che, soprattutto, in quelli ristretti. Le ridotte dimensioni faranno in modo che la camera risulti più grande e l'ambiente maggiormente vivibile. 

Una caratteristiche di questo complemento è legata anche alla possibilità di ripiegarlo e riporlo nell'armadio. Molto dipende dalle dimensioni dello shikibuton, ma la sua prerogativa dovrebbe essere proprio la versatilità, per cui arrotolarlo ed "eliminarlo" dallo spazio consentirebbe anche di riadattare la stanza per altre finalità durante il giorno, mentre nelle ore serali tornerebbe ad essere il nostro angolo di riposo.

È una soluzione ideale per chi ama dormire su superfici rigide, in quanto, poggiando direttamente al suolo, la schiena non si inarcherà, ma seguirà la sua linea naturale. Perfetto sia per chi dorme a pancia in su che al contrario. E poi, non avendo fronzoli, il letto giapponese è una scelta economica, seppur super confortevole.

E ci sono dei contro?

E ci sono dei contro?

Deborah Austin/Wikimedia commons - CC BY 2.0 DEED

Bello, maneggevole, piegabile, ma anche un po' scomodo per chi è abituato a dormire su un letto "classico". Chi non ama stendersi a terra, su una superfice dura, o magari ha difficoltà nel piegarsi o rialzarsi da una base così bassa, potrebbe avere problemi con questa tipologia e sceglierlo non sarebbe una mossa giusta. Stesso discorso vale per chi ha determinati problemi di schiena e non può riposare su una struttura fin troppo rigida. Meglio optare per altro. 

Ripiegarlo e riporlo in un armadio significa avere un bel po' di spazio a disposizione, ma non per tutti è possibile. Certo, non è obbligatorio smontarlo e rimontarlo ogni volta - anche questo potrebbe essere visto come un punto a sfavore - ma non si potrebbe avere una camera più versatile del solito.

I futon hanno bisogno di grande manutenzione. Poggiando a terra, assorbendo il sudore e catturando polvere, senza essere ricoperti da lenzuola lavabili, hanno bisogno di una costante pulizia per evitare l'accumulo di sporco e residui. Non che un letto con materasso alto non sia da pulire e sanificare, ma il shikibuton è sicuramente più delicato.

Letto giapponese sì o no?

Abbiamo visto di cosa si compone, ne abbiamo assaporato i grandi vantaggi soprattutto nel favorire un buon riposo, ma non poteva mancare qualche piccolo neo, visto che la perfezione non è di questo mondo. Che cosa decidiamo di fare: lo compriamo o no? Tutto dipende dalle nostre abitudini, dalla nostra salute, dallo spazio che abbiamo a disposizione e da quanto siano disposti o no a dormire in modo diverso.

A noi la scelta!

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