Tillandsiae: scopri come coltivare queste piante splendide che non hanno bisogno di terriccio

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di Angelica Vianello

06 Agosto 2021

Tillandsiae: scopri come coltivare queste piante splendide che non hanno bisogno di terriccio
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Le tillandsiae sono piante della famiglia delle Bromeliacee: ne esistono tantissimi tipi diversi, ma in comune hanno tutte la caratteristica di essere piante epifite, ovvero capaci di crescere sui rami degli alberi, pezzi di legno e anche supporti inerti come i fili della corrente, perché non hanno bisogno di terriccio.

Le loro radici aeree, infatti, e soprattutto una sorta di peli (tricomi, che sembrano un po' delle squame), sono in grado di catturare l'acqua e i nutrienti dall'aria stessa, convogliandoli poi alla pianta. Con le loro forme, e talvolta anche fiori, davvero unici sono delle sculture viventi che, nelle giuste condizioni, sono facilissime da decorare ed estremamente decorative.

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  • Esposizione: devono essere coltivate in luoghi luminosi ma non alla luce diretta del sole, che anzi può bruciare le foglie. Quindi anche in casa, in stanze che non siano troppo buie, possono sopravvivere.
  • Temperature: amano il caldo non eccessivo. La temperatura ideale non dovrebbe superare troppo i 27°, anche se possono sopravvivere quando il termometro sale ancora di più. Non possono farcela, però, quando la temperatura scende sotto ai 10°. Quindi anche in inverno è bene lasciarle in stanze calde (non troppo secche) e luminose. Se invece le temperature esterne non scendono sotto a quel valore nemmeno in inverno, sarà possibile coltivare queste piante anche all'aperto.

    In genere si consiglia di spostarle all'esterno, se possibile, in estate, scegliendo un luogo fresco e ombroso. Qualora però notiate che la pianta è sana e rigogliosa nel punto di casa dove l'avete sistemata, meglio non spostarla affatto.

    Attenzione poi a non esporle a correnti d'aria costanti: se vedete che le foglie stentano e la pianta sembra debole, potrebbe essere proprio l'esposizione alle correnti ad essere la causa, così come le temperature troppo basse.
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  • Innaffiature: tendenzialmente, se c'è la giusta umidità nell'aria, queste piante sono praticamente autosufficienti quanto a necessità idriche. Ci sono alcune varietà, però, che creano una sorta di calice con le loro foglie: quello andrà tenuto pieno di acqua, da cambiare ogni mese per eliminare qualsiasi cosa che possa marcire ed avere sempre l'acqua pulita.
    Altri tipi si coltivano invece in modo simile alle orchidee, quindi in un substrato di corteccia senza terriccio: questo andrà tenuto umido, non bagnato, e senza mai far ristagnare dell'acqua.
    Poiché in natura crescono in ambienti umidi, catturando l'acqua dall'aria, vanno aiutate soprattutto in estate spruzzandole con acqua demineralizzata (oppure quella piovana, tenuta in un secchio o bacinella per una notte o un giorno intero così da disperdere eventuali sostanze nocive) una o due volte al giorno, senza esagerare.
  • Come posizionarle sui supporti: sono belle appoggiate a rami e supporti decorativi di mille tipi diversi, ma come farle stare "in posa"? Basterà usare una goccia di mastice (quelli per le potature e innesti, non quelli del bricolage) e poggiarla sull'oggetto desiderato, o magari su piante da appartamento adatte, così che poi possano sfruttare l'umidità delle loro innaffiature.

Vi piacerebbe coltivare queste piante in casa?

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