Innaffiare le orchidee con cubetti di ghiaccio: funziona davvero? E come si fa? - Creativo.media
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Innaffiare le orchidee con cubetti di ghiaccio: funziona davvero? E come si fa?

03 Febbraio 2022 • di Angelica Vianello
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Sono tantissime le persone che amano avere una pianta di orchidee in casa, e nella maggior parte dei casi la varietà che più comunemente viene coltivata in appartamento è l'orchidea Phalaenopsis, molto amata per la sua copiosa fioritura. In natura queste piante sono epifite, dunque vivono sugli alberi invece che in terra. Le loro radici aree sono infatti in grado di assorbire l'umidità presente nell'aria, dato che crescono spontaneamente in ecosistemi caldi e umidi, molto più che le nostre case.

Ciò significa che per noi si pone il problema di ricreare per quanto possibile quelle condizioni: la temperatura spesso non è un grande problema, ma il giusto apporto di acqua può essere un po' difficile da capire se si è alle prime armi. Così, in rete è diventato popolare un metodo "furbo" e facile, che consiste nell'usare cubetti di ghiaccio per l'irrigazione settimanale di queste piante.


immagine: Creativo, Pixabay

Il metodo dei cubetti di ghiaccio

Basta mettere tre cubetti di ghiaccio (o 4-5 se sono molto piccoli) una volta a settimana sul terriccio. È importantissimo che non siano a contatto con le foglie, alle quali potrebbero recare danno, né devono essere a contatto con i gambi delle piante. Quindi posizionateli verso i bordi del vaso, cercando anche di non metterli proprio sopra alle radici. È vero che qualche studio ha dimostrato che non le fanno marcire e che lo sbalzo termico non è necessariamente dannoso, ma è sempre meglio non rischiare.

Come innaffiare le piante di orchidea

Il metodo dei cubetti può funzionare come alternativa quando si ha timore di innaffiarle troppo o troppo poco, dato che sciogliendosi il ghiaccio procura acqua in piccole quantità nel tentativo di ricreare l'ambiente umido adatto a queste piante; ma in realtà la maniera che viene consigliata è decisamente diversa.

  • Bisogna innanzitutto innaffiare non appena non c'è più umidità residua nel substrato. Per controllarlo potete infilare un dito e sentire se sotto alla superficie c'è del bagnato, oppure imparare a capire sollevando il vaso se questo è diventato leggerissimo al punto da significare appunto che l'acqua è stata ormai del tutto assorbita o è evaporata.
  • Mettete il vaso dell'orchidea dentro una bacinella piena di acqua, o anche dentro alla vasca del lavandino o quella in bagno: dovranno rimanere immerse in acqua per almeno 10 minuti o anche mezz'ora. Poi svuotate l'acqua e lasciate che il vaso continui a scolare dai fori di drenaggio.
  • Attenzione al livello dell'acqua: non deve lambire al colletto, quindi basterà che l'acqua raggiunga un terzo o metà del vaso. Se arriva acqua al colletto o alle foglie, abbiate cura di usare carta assorbente per eliminare l'acqua in eccesso in quei punti.

Mentre sono ammollo in acqua, le radici delle orchidee (che sono coperte da velamen, una sottile membrana spugnosa che immagazzina l'acqua), si impregnano velocemente di acqua e il loro colore diventa più scuro e verdastro. Infatti la radice vera e propria è un tubicino molto più sottile di quello che vediamo, nascosto da tutta la copertura "spugnosa". Quella immagazzina l'acqua e poi le radici pian piano la assorbono nei giorni/settimane successive. Ecco perché quando la parte più esterna delle radici non trova più acqua nel substrato (quindi quando questo si è del tutto asciugato), bisognerà bagnare tutto nuovamente e profusamente.

Insomma, meglio un bagno approfondito e più sporadico che l'acqua troppo spesso o anche meglio dei cubetti di ghiaccio.

 

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