La meravigliosa pianta dei delfini: scopri come coltivare il Senecio Peregrinus

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di Angelica Vianello

24 Febbraio 2022

La meravigliosa pianta dei delfini: scopri come coltivare il Senecio Peregrinus
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Nel mondo è conosciuta come Pianta dei delfini o Stringa di delfini (Dolphin Necklace), proprio perché le sue foglie carnose hanno tutto l'aspetto di una serie di delfini che saltellano tra le onde. Il nome scientifico, però, è senecio peregrinus, una pianta originaria del Sud Africa e frutto dell'ibrido tra le specie Senecio articulatus e Senecio rowleyanus.

Può crescere fino ad avere rami ricadenti lunghi 90 centimetri, mentre l'altezza della pianta in genere non supera i 15 centimetri. Col suo portamento è perfetta per cestini appesi oppure sistemata in vasi posti su qualche davanzale, mensola o balaustra, in modo che poi la chioma possa scendere liberamente verso il basso. Scoprite di più leggendo oltre.

  • Esposizione: è una succulenta, ma non ama il sole diretto troppo a lungo, che anzi può bruciare le foglie. Preferite quindi un punto di casa luminoso ma non esposto ai raggi diretti del sole. 
    Vanno bene anche le finestre esposte a sud che garantiscano luce di mattina, ma non nella parte centrale della giornata. E potete aiutarvi, in inverno con delle lampade LED per la crescita delle piante.
  • Temperatura: non tollerano il freddo (la zona di rusticità è la 10, quindi fasce climatiche calde). Il minimo di temperatura che possono sopportare (non a lungo) è di 4-5 gradi, e quella ideale per la crescita è di 22.
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  • Terreno: va bene quello per le cactacee e succulente in genere, quindi ben sciolto e arricchito di perlite o sabbia che impediscano il ristagno idrico, il quale porta al rischio di marciume radicale e morte della pianta.
  • Irrigazione: mettete il vaso nel lavandino, doccia o vasca, e innaffiate per bene finché l'acqua non esce dal fondo. Lasciate drenare il più possibile e risistemate la pianta nel suo punto. Questa operazione va effettuata ogni volta che il terreno si asciuga del tutto (quindi anche al di sotto dello strato superficiale), sempre per evitare di esagerare e far marcire le radici. In genere basta una volta a settimana dalla primavera all'inizio dell'autunno, e una volta al mese in inverno quando la pianta è dormiente. Ma meglio sempre controllare il terreno e capire la frequenza a seconda delle condizioni di ogni casa.

Una curiosità: queste piante producono anche dei fiorellini che hanno un leggero profumo di cannella, ma per vederli bisogna aver garantito le adatte condizioni di coltura, soprattutto in inverno. Quindi dalla fine dell'autunno fino all'inizio della primavera tenetele a 15°, assicuratevi di non esagerare con l'irrigazione e in quel periodo garantite 3 ore o poco meno di luce (non nella fascia di pranzo) in modo che la pianta "dorma" davvero. Sono piante che amano stare un po' più strette di altre, quindi mettetele sempre in vasi di poco più grandi del panetto di terra.

Ne avete mai coltivata una?

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