Gerani super-rigogliosi? Qualche dritta utile per coltivare fiori belli e tutti da sfoggiare

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di Angelica Vianello

01 Maggio 2021

Gerani super-rigogliosi? Qualche dritta utile per coltivare fiori belli e tutti da sfoggiare
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Quando si dispone di un giardino, un balcone o anche solo una fioriera da esporre al davanzale della finestra, una delle prime piante che si pensa di piantare sono i gerani. D'estate sfoggiano i loro bellissimi fiori e le foglie carnose da vasi e fioriere in ogni dove, e non ci si stanca mai di vederli.

Perché hanno tutto questo successo? Probabilmente perché sono veloci a crescere, abbastanza facili da coltivare ed estremamente decorativi. Quasi tutti, perlomeno. Quelli che infatti vengono coltivati più diffusamente in tante parti del mondo sono i cosiddetti gerani zonali oppure i francesini, che però andrebbero chiamati più propriamente pelargoni come le mille altre varietà di questa specie davvero affascinante.

snappygoat.com

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I gerani sono piuttosto facili da coltivare perché non hanno molte esigenze, nemmeno quanto a irrigazione: bisogna infatti annaffiare abbondantemente solo quando il terreno si è completamente asciugato. D'estate, quindi, succederà un paio di volte a settimana, con il sottovaso pronto a raccogliere acqua. In primavera, se sono all'esterno, basteranno le piogge, mentre in autunno potrebbero essere anche eccessive. In inverno, quando sono al riparo, ci si può "dimenticare" di bagnarli anche per un paio di settimane. In ogni caso, bisogna evitare che la terra si inzuppi senza drenaggio dell'acqua, il che provoca marciume radicale. Queste piante muoiono molto più per troppa acqua che per troppo poca.

Sistemateli sempre al sole: sono pochissime le varietà che preferiscono una posizione un po' ombreggiata, e in genere si tratta di pelargoni da collezione. Anche in casa, metteteli dove possano ricevere almeno 4 ore di luce diretta (o prevedere lampade per la crescita delle piante),preferibilmente su davanzali di finestre esposte a sud/ovest. La temperatura ideale per la maggior parte di queste piante, infatti, si aggira sui 10-15° di notte e 18-23° di giorno.

Questo significa che in inverno, soprattutto dove fa freddo, devono essere riparati: le specie più robuste dovranno essere messe in un angolo al riparo da venti e pioggia, oppure coperte con tessuto non tessuto (che però a volte non è sufficiente a proteggerle dai picchi di freddo notturni dell’inverno). Per quelle più delicate - e in genere in ogni zona in cui la temperatura di notte scende spesso sotto ai 4°- si consiglia di ritirarli in casa, garantendo sempre la giusta quantità di luce al giorno, oppure in serre coperte e riparate (anche quelle fai-da-te), che dovrete ricordarvi di areare una volta al giorno o massimo ogni due giorni.

Potateli a fine estate, in modo da accorciare i rami che spigano e aiutare la pianta ad avere un portamento più compatto,e usate quei rami tagliati per fare talee, così da avere nuove piante. Non aspettate troppo, in modo da lasciar il tempo alle talee di produrre radici e diventare abbastanza forti da superare l'inverno (al riparo).

Cosa fare quando arrivano le farfalline? La farfallina conosciuta come Farfalla o Licena del geranio, il cui nome scientifico è Cacyreus marshalli, è un temibile nemico dei gerani. Questo parassita crea danni visibili soprattutto durante la stagione calda, quando le larve pronte a schiudersi si nutrono soprattutto dei fiori fino a mangiarli completamente, e talvolta provocano vistosi buchi anche nelle foglie (se invece vedete solo i buchi delle foglie, è più probabile che si tratti di lumache). 

Purtroppo, i rimedi fai da te come lo spruzzare una soluzione di acqua e sapone molle potassico (il cosiddetto sapone giallo della nonna), non sempre sono efficaci. Si consiglia infatti di usare un insetticida sistemico, cioè che viene somministrato sul terreno e penetra e si diffonde in tutta la pianta. Hanno un'efficacia di un mese, quindi è probabile che si debba ripetere la somministrazione dalla fine della primavera fino a quando le farfalline non sono state debellate. Per i casi più gravi, la seconda dose può essere somministrata anche dopo due settimane dalla prima.

Buon giardinaggio!

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