Potatura delle orchidee: le dritte per intervenire nel modo e momento giusto e avere piante sane e rigogliose

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di Angelica Vianello

31 Agosto 2021

Potatura delle orchidee: le dritte per intervenire nel modo e momento giusto e avere piante sane e rigogliose
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Chi non ama una bella pianta di orchidea che trionfa su qualche mobile o davanzale in casa? Sono pianta eternamente affascinanti, esotiche e raffinate, e decorano gli interni delle nostre case in modo davvero bello. Si tratta però di piante che, nella maggior parte dei casi, devono essere aiutate con tante accortezze diverse per poter sopravvivere e ancor di più essere rigogliose all'interno delle nostre abitazioni, visto che sono native di climi ben diversi da quelli che si possono offrire loro negli ambienti chiusi.

Una delle cure cui bisogna dedicarsi è la potatura, che avviene dopo la fioritura e serve proprio ad aiutare la pianta a ritrovare la forza per i prossimi boccioli.

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Perché potare? Potare le orchidee aiuta le piante ad essere più sane, per evitare malattie e promuovere la nuova fioritura. Una volta eliminate le parti più deboli e rovinate, la pianta si concentra a far crescere le altre, e rimuovere i tessuti morti evita che arrivino parassiti o che si formino funghi.

Quando? La potatura si effettua dopo la fioritura. In genere le orchidee coltivate in casa fioriscono una volta all'anno, ma i pollici verdi, nelle giuste condizioni, riescono anche ad avere due fioriture.

Come? La prima condizione di lavoro è che gli utensili usati siano ben disinfettati: lavatevi per bene le mani, e se usate guanti anche questi dovrebbero essere sciacquati e lavati con un disinfettante. Ma soprattutto saranno le lame delle cesoie a dover essere ben pulite e sterilizzate: potete strofinarci alcol isopropilico o etilico, o anche passarle per lunghi secondi su una fiamma (e poi usarle solo quando sono ben fredde), o entrambe le cose.
Si può intervenire sia sugli steli, che le foglie che addirittura le radici.

  • Steli: guardate i diversi steli che portano i fiori, che si dipanano quindi dal gambo principale. Quelli verdi, che appaiono ben fermi e duri al tatto non vanno toccati, a meno che non portino boccioli. Cercate quindi il nodo sotto al fiore più in basso, e tagliate appena sopra (meno di due centimetri sopra al nodo), è un modo per favorire la produzione di nuovi fiori su quello stelo. Se invece sono marroni e secchi, senza più consistenza e rugosi, allora eliminateli completamente, lasciando solo uno spuntone di un paio di cm.
  • Foglie: in genere le foglie morte cadono da sole, ma potete aiutarle tirando via con molta delicatezza o tagliando con lame ben affilate. Bisogna intervenire anche quando sembrano malate, per evitare che la malattia si propaghi al resto della pianta.
  • Radici: è l'intervento da evitare a meno che non si sia molto certi o non si abbia acquisito un po' di esperienza. Le orchidee sono piante epifite, che hanno radici aeree, quindi spesso le vediamo uscire dai vasi ed emergere dal substrato. Non si dovrebbero mai toccare, perché aiutano la pianta ad assorbire nutrienti e, tagliandole, si espone l'esemplare a malattie e problemi vari. Se volete ridimensionare l'apparato radicale, potete intervenire solo con utensili perfettamente sterilizzati, e limitandovi a spuntare una piccola percentuale delle radici.

Vi è già capitato di potare le vostre orchidee?

 

 

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