Amare le imperfezioni: scopri come dar vita a una casa bella e comoda in stile Wabi Sabi

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di Angelica Vianello

05 Maggio 2023

Amare le imperfezioni: scopri come dar vita a una casa bella e comoda in stile Wabi Sabi
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Abbiamo sentito parlare di fengh-shui, conosciamo magari il concetto delle scintille di gioia di Marie Kondo, ma c'è anche un'altra filosofia di vita che viene dall'Estremo Oriente e che può essere applicata a vari ambiti della vita, incluso il design di interni: stiamo parlando del Wabi Sabi, un'espressione giapponese che indica, in sostanza, l'amore per le imperfezioni.

Nello specifico, Wabi indica l'idea di vivere in modo umile e semplice, in contatto con la natura, mentre sabi è un termine che si riferisce alla capacità di accettare il ciclo della vita, con tutti i suoi alti e bassi. 

Come si traduce tutto questo in uno stile d'arredo di interni? Leggete oltre per saperne di più.

Essendo il contatto con la natura uno dei pilastri di questa filosofia di vita, è inevitabile che una casa che sappia rappresentarlo debba essere arredata con materiali naturali, tenendo in mente l'ecosostenibilità e l'idea di minimizzare l'impatto sull'ambiente.

Al contempo, si celebra la bellezza dell'imperfezione con una giusta combinazione di asimmetrie, superfici anche ruvide e materiali umili.

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L'idea di base, infatti, è quella che la vera bellezza di qualsiasi sostanza o essere risieda nella sua forma più naturale e pura, persino grezza. Ecco allora che l'estetica che ne deriva mira a usare tutto ciò per creare un senso di comfort esaltato dalla semplicità.

Si abbandona la ricerca della perfezione, della lavorazione di materiali più raffinata e complessa, che si allontana dalla forma originale e naturale affannandosi ad inseguire ideali irraggiungibili, ma si trova anzi soddisfazione e piacere in tutto ciò che è autentico. Dalle assi di un pavimento, a quelle che rifiniscono una parete, se ci sono piccole imperfezioni, se viene a mancare la simmetria, sarà l'occasione per godere di qualcosa di spontaneo e unico. Ecco allora che l'irregolare diventa bello.

E anzi, laddove si producono dei danni nel tempo, si può intervenire riparando con creatività, un po' come nel caso delle ceramiche rotte e riparate con l'oro (kintsugi), che diventano, se possibile, anche più belle proprio grazie a questo recupero delicato.

Nel cercare di mantenere un equilibrio tra tutte queste direttive, però, non bisogna mai dimenticare se stessi: la nostra casa sarà davvero comoda, piacevole da vivere e diventa il rifugio sicuro in cui ricaricarci quando esprime noi stessi. Vale quindi la pena aspettare un po' e, invece di lanciarsi sull'oggetto di design esposto in qualche negozio, provare a trovare quello che davvero sembri appartenere a noi. Questo è vero per i mobili più importanti, ma persino per le decorazioni alle pareti o le suppellettili.

Magari vediamo una cornice con una bella foto in un negozio d'arredo, ma per noi quell'immagine ha davvero qualche significato? Immaginate invece di trovare la cornice ideale per qualche illustrazione, fotografia, citazione o qualsiasi altra cosa che corrisponda a un vostro gusto, che sia un ricordo importante: avrete molta più soddisfazione nel passarci di fronte ogni giorno, e di certo attirerà l'attenzione anche di chi visita la vostra casa.

Deve anche esserci ordine, e niente caos visivo: non è minimalismo esasperato, ma solo una filosofia che mira a mantenere lo spazio in cui viviamo in condizioni piacevoli il più possibile. Rifare il letto, raddrizzare i cuscini sul divano, radunare in un cesto le cose sparse a terra... Sono tutti piccoli gesti che non rubano troppo tempo ma fanno tanto per migliorare l'impatto che gli spazi in cui viviamo hanno sul nostro umore.

È una filosofia che vale la pena adottare, secondo voi?

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